Colloquium vitae

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2+0+1+7= 1

Iniziato col funerale dello zio Valter, prosegue con la frattura del malleolo, procediamo.

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Fine di un sogno

Altri lutti, altre disavventure. Curare le ferite economiche non è un problema perchè per la prima volta in vita mia ricevo un sussidio per la disoccupazione, ma quelle affettive bruciano perchè stavolta avevo riposto tanta fiducia in queste storie di Barbara e Cooperativa Collina, entrambe finite molto male. Peccato. Per fortuna ci sono mia madre, mia zia, Stefano l'amico di sempre con la sua compagna Sonia e Giacomo, a cui faccio da zio, e la vita continua...

Read more 2016
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L'apice

Celebrazioni per il mezzo secolo di vita: non ci facciamo mancare niente in questi due anni, compreso un matrimonio ed il viaggio di nozze iperbolico a zonzo per l'Europa, tanti concerti, tanta musica e momenti bellissimi comprese le due tornate del Lunatico Festival e la collaborazione per Fe ste Feste con il Posto delle Fragole. Ma Barbara si fà male, muore sua nonna Rosa, la cooperativa perde l'appalto dei musei ed inizia la fase di rientro nella cosiddetta "normalità".

Read more 2015
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Mezzo secolo

Ospito l'amico Stefano Misigoi in difficoltà per la cacciata dalla casa della sua compagna. Collaboro con il vicino di casa Riccardo Riva alla riattivazione di un suo locale di proprietà a tutti noto sia come Caffè della Musica in origine e sia col nome di Naima poi. Per l'occasione ribattezzato Soul Food, giusto in tempo per affittarlo alla Cooperativa Collina con la quale poi collaborerò all'organizzazione del Lunatico Festival per poi disperdermi in guardianie nei musei e allestimenti di mostre in un percorso erratico senza capo ne coda. Entra in scena Barbara Benedetti, ed inizia una giostra sentimentale inaspettata e piacevole.

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Morte di Antonio

Muore mio padre, ci eravamo abituati in famiglia a non avere contatti con lui: non sarebbe stato un lutto difficile da elaborare se non avessi dovuto seguire tutte le fasi di "spartizione delle vesti" in un andirivieni dalla Romagna che rasentava l'isteria. Si consolida il rapporto con la cugina Marta che nel frattempo è diventata madre di Lorenzo, il mio nuovo cuginetto.Un mare di multe autovelox ed un piccolo cimitero in zona San Marino. Seconda operazione al ginocchio, tolto il cerchiaggio, procediamo.

Read more 2013
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Rotula destra

Incidente stradale, rotula destra frantumata: cerchiaggio. Seguo il percorso riabilitativo consentendomi nel frattempo un aggiornamento informatico, proseguo l'attività di volontariato con gli ex-compagni del Nordio, trasloco presso l'attuale domicilio di proprietà sobbarcandomi insieme a zia Vanna anche le necessità di adattamento della casa di mia madre in fuga dalla Grecia in crisi.

Read more 2012
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Burgman 400

Da guardiano notturno passo ad operaio in una dimensione di grandi masse e vita intensa a contatto con situazioni estreme. Teletrasporto in Molo Settimo a vedere come funzionano gli spreader e poi ancora un salto, all'inceneritore di via Herrera, ancora avventura. Scene da Blade Runner e acquisto del Burgman 400. La signora madre torna con la coda fra le gambe dalla Grecia a causa della crisi economica. Tutto da rifare per entrambi, ma stavolta siamo assieme.

Read more 2011
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Il guardiano notturno

Passo dall'assessore alla Cultura del Comune di Trieste Dott. Greco alla ricerca di un lavoro e lui mi mette nuovamente in contatto con Marco Bono e la cooperativa Sole. Divento così guardiano notturno ed entro in una dimensione parallela. Con la giovane fidanzata Alessandra Amstici finisce male, eravamo troppo diversi. E da queste vicende che capisco l'incompatibilità di vedute con alcuni presunti amici di vecchia data (Roberto Orru e Sandro Ciocchi). Meglio soli che falsamente accompagnati: la vera amicizia è ben altra.

2010
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Il vitellone

Alice Rubino, l'ex-compagna, aveva dovuto liquidarmi la parte di proprietà della casa comprata assieme. Centellinando il danaro e affittando stanze in via Ginnastica vivo da vitellone di provincia, ristrutturando il luogo dove abito, passando da una love-story all'altra fra un freelance e l'altro.Conosco Sandrina Amstici e per la prima volta ho una storia seria con una persona 15 anni più giovane. Capisco molte cose.

Read more 2009
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Avvento di Facebook

E' il periodo delle collaborazioni random con Alessio Curto, Lorella Coloni, Alessia Rosolen. E' anche l'inizio dell'avventura facebookiana, cazzeggio masticando html e affittando stanze in casa per arrotondare, disegno, inizia la vicenda Titanik Konnection....sono gli anni dell'avvento di Facebook e passo molto tempo online per esplorare questo nuovo mondo fra virtualità e concretezza.

Read more 2008
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Rotula sinistra

Tornato da Francoforte, sazio di pianeta, entro ufficialmente nella casa di famiglia, in via Ginnastica. Non è avvenuto come speravo, ma è avvenuto. Tengo la posizione, trasloco le cose da via Revoltella, ho allacciato fastweb, mi aggiorno on line, la vita continua. Magazziniere alla GLC-Executive: gli incroci, gli scambi, i viaggiatori ma soprattutto una attività fisica preparatoria, penso io, pronti per affrontare le prossime avventure...e invece mi ammalo, il morale crolla definitivamente, litigo con mia zia e i denti riprendono a fare male. Decido per una ritirata strategica in Grecia da mia madre dove rimetto a posto i denti. Torno a Trieste dove però, ripreso il lavoro, mi fratturo la rotula sinistra, resto bloccato in casa per mesi, partecipo all'edizione virtuale dell'Isola dei Famosi - Second Life arrivando in finale, comincio la collaborazione musicale con l'amico Roberto e mi fermo a pensare sul da farsi.

Read more 2007
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Campioni del mondo

Ritorno alle merci, ai servizi, in pubblicità...entrai a far parte dell'Ippogrifogroup, con i fratelli Zucca. Alice scagliò il suo peggiore attacco proprio in quei giorni, incapace di ammettere la mia forza. Poi, una mattina, fece tutto lei: cadde dalla scala, si ruppe un braccio e andò da sua madre in convalescenza, ed io potei concentrarmi sul nuovo lavoro, recuperando il passivo lasciato dalla disgregazione del nucleo familiare. Ma non basterà: si profilano all'orizzonte movimenti di danaro e case difficili da gestire con l'assetto raggiunto, bisogna crescere. E quindi via, sù in Germania, al seguito dei mondiali di calcio a fare l'italiano lavoratore all'estero, a tirare sù presto e bene i soldi che mancavano all'appello della separazione. Costretto a mollare Ippogrifo per tappare la falla.

Read more 2006
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"Lasciati trasportare"

Per diritto, per conoscenza, per vocazione. Per amicizia, per senso di appartenenza, per spirito di sacrificio, per dovere, per simpatia, empatia, coraggio, per tutto ciò che riguarda il vivere comune, il fare assieme, la curiosità di conoscere, per queste ed altre ragioni ho accettato di "entrare nella struttura". Dio solo sà la fatica che mi è costato. Contro ogni fede, credo, sentimento intimo e profondo radicato ed atavico, per amore di questa terra e di gente che forse non c'è più (o che è sempre meno), a confronto con i cortigiani istituzionali a danzare il minuetto della faccenda, mendicando il surplus dello stanziamento nel tentativo di dare incommensurabile valore a ciò che è dei tanti, contestando l'ineluttabilità inerte dei garantismi. Come andare contro i mulini a vento, e dato che lo sapevo perchè l'ho fatto? Non per soldi: alla fine della fiera molto pochi...La complessità è la trincea invisibile che gli stanziali escogitano per confondere il nomade ed allontanarlo pacificamente. Se non funziona si passa alle vie di fatto.

Read more 2005
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I due soldi de mona in tasca

Il moderno mercato del lavoro consuma le persone come noccioline: analisi ghisa in Sertubi, verniciatura alla Meloni-Wartsila (che poi è fallita proprio al secondo mese di lavoro...), corriere per Ulisse Express (uno sballo se fatto con un Suzuki 650 SV). Ma questo e' stato l'anno in cui ho ricominciato a suonare: un vero "monon", per dirla alla triestina: "chessàdafà" per non deprimersi o (ancor peggio) emigrare. Niente riverenze e basta penitenze, non mi schiodo dalla mia città, niente "cento lire che in America voglio andar". Come la mettiamo? Che alla fine mi sono messo a discettere di trasporto pubblico, precettato dal buon Luciano Daveri in Trieste Trasporti a ragionare con Alessia Rosolen, Federica Rovello e le persone che lavorano in questa azienda ex-municipalizzata. Inizia la cavalcata politico-istituzionale nell'anno in cui muore Nonna Miretta.

Read more 2004
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Via San Michele

Per tutto il 2003 approfitterò della "mobilità" obbligata e mi dedicherò alla esplorazione del territorio in cui ho scelto di vivere, camminandone le strade, entrando nelle fabbriche e negli uffici e parlando con la nuova gente triestina, ristrutturando casa ed accompagnando nonna Miretta all'ultima partenza. Konrad è una rivista ecologista che viene distribuita gratuitamente, a Trieste ed in Friuli-Venezia Giulia: un foglio stampato su carta riciclata, l'emanazione di NAT, un punto vendita di arredamento in stile ecologico allora sito in via San Michele. Prospiciente il negozio c'è una discoteca che frequento intitolata Salomè, gestita da Clara Cvitko e Nazareno Bassi: li conosco sin dai tempi del Fashion ed ho sempre ammirato la caparbietà ed il coraggioche hanno spesso avuto nel proporre alternative sempre nuove in una città che non vuole essere risvegliata dal suo sonno tremabondo. Sarà un periodo fra le due sponde di quella via. Sono i tempi in cui metto su casa con Alice, è iniziato il viaggio stanziale. Ho raccolto sufficienti esperienze per fermarmi e pensare: magari partorirò un topolino, ma nel frattempo mi sono trasformato in montagna e ricevo visite da Maometto.

Read more 2003
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Il segreto

Media Technologies, la cittadella web. Un tempo per orientarmi nella struttura della rete e ricordare cosa non vorrei più fare nella vita: fungere da presidio immobiliare dei Romanelli indipendentemente da cio' che faccio. E poi l'amico Alessandro Ciocchi, che mi aveva voluto con lui in quella avventura, se ne stava andando per cui ho accettato un passaggio in Modiano dove ho collaborato alla realizzazione di un catalogo d'arte grafica dedicato alla pubblicità di inizio secolo intitolato "Nei dintorni di Dudovich" per l'ineffabile Delbello: non mi è stato dato in omaggio, non sono stato menzionato fra i collaboratori, nessuno ha riconosciuto la mia fatica. Ma l'opera degli artisti-artigiani che impaginavo mi faceva compagnia nelle lunghe sere di fatica straordinaria, io li impaginavo e loro mi dicevano "pensiamo di conoscere del nostro passato ma è frutto di tramandi parziali, arbitrarii, casuali: la storia è una terribile, meravigliosa (o come dice Pelù "astuta") bugia.

Read more 2002
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La strada

Dove si racconterà di come Massimino, per rinnovare il visto di permanenza in Brasile, dovette farsela a piedi fino alla "città dei tre confini" per poter entrare ed uscire dal Paraguay, si narrerà di come (ottenuti altri tre mesi) si sia imbattuto in un funzionario giapponese della polizia federale brasiliana che, per motivi del tutto arbitrarii (crollava il governo Fujimori, gli orientali sud-americani in fuga, isteria collettiva, l'uomo mi usò come esempio per far vedere che era un vero duro ecc. ecc.) mi diede tre giorni per espatriare. A quel punto non mi rimase che l'Argentina, e fù avventura... E pensare che avevo risolto tutto ed ero entrato in quell'ufficio per chiedere informazioni! Il direttore del coro di Matutù, professore di musica residente a S.Paolo, doveva venire in Europa e mi aveva invitato a tornare con lui: mi attese inutilmente: ho ancora i bagagli a casa sua! Ho vissuto il passaggio al nuovo millennio sorvolando l'oceano, camminando per le strade del mondo, girovagando per l'Italia in autostop ed in treno. Un anno in cui mi è capitato persino di fare il volo Buenos Aires - Madrid scalzo perchè prima di partire mi avevano rubato le scarpe. Rientrerò a Trieste nel dicembre del 2000 ed impiegherò tutto il 2001 per reinsediarmi partendo dalla Ferriera di Servola (?) e continuando poi, nel 2002, in Media Technologies, dove ho approcciato per la prima volta i temi del web in maniera organica.

Read more 2001
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Il grande salto

Di come Massimino reagì al dolore per l'agonia del nonno morente, e di come Luther Blisset sia riuscito a mandare in corto circuito i sistemi di analisi dei comportamenti delle polizie della mente, di quanti kilometri si possano fare con un'abbonamento ferroviario e di come sia spudoratamente bella l'Italia (ma anche di come sia stronza). L'anno 2000 è stato un'anno particolare in cui sono tristemente coincise due incombenze private che mi hanno portato a viaggiare per elaborare un lutto famigliare e chiudere i conti lasciati sospesi in Brasile. Nel bel mezzo dell'altipiano della Minas Gerais, disperso in un'oceano verde e scollegato dalla rete, c'è un' iMac zeppo di grafica visionaria gelosamente custodita, un vitello grasso in sacrificio agli dei, alla faccia delle storiografie ufficiali. Per arrivarci dovrò passare dalla Germania dove raccimolerò i soldi necessarii per affrontare il grande salto proprio nei giorni in cui l'amato Nonno Lucio ne compie uno più definitivo. La partenza di nonno Lucio è stata difficile da mandare giù. Aggiungo solo che i funerali sono per i vivi, ecco perchè non sono stato ci sono stato, quel giorno. Da allora vado in cimitero a Grado quando posso.

Read more 2000
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Padova - Trieste

Se con Fabio da solo la cosa "non quagliava", allora la parte mancante per ricreare l'energia dei tempi d'oro di Nuova Comunicazione era Maurizio, tanto più che si lavorava con Padova: sono i tempi della collaborazione "in remoto" con Padova, un bell'avanti e indietro per i progress del lunedì ed un "vai nella vita" a Paul Sker. Poi scatta l'operazione "Brasile 2" ed inizia la grande danza sul pianeta: il viaggio continua. Dentro ai cosidetti "palazzi di vetro", fra gli emarginati dei manicomi, nelle comunità montane della Minas Gerais o della Sicilia, lungo le strade del mondo come negli uffici del terziario: i bravi ragazzi vanno in paradiso, e invece quelli come me... dappertutto.

Read more 1999
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I love Radio Fragola

Inizia il periodo di collaborazioni con Radio Fragola che durerà fino al 2002: programmi radiofonici, servizi giornalistici, grafica, interminabili assemblee, perfino buchi nei muri per far passare cavi USB insieme a Nicola Sansebastiano: non servirà a niente. Persino Mauro Ferluga, che ha fondato la radio e ci ha lavorato per 18 anni non verrà riconosciuto e defenestrato dal "manager di sinistra" Marco Braida. Se c'è una cosa che sanno fare nella sinistra politica è scindersi...

Read more 1998
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Vecchia Comunicazione

E' l'anno della conclusione definitiva dell'avventura con Nuova Comunicazione. Era rimasto Fabio da solo, Maurizio era partito per Padova, pensai che la cosa sarebbe stata più gestibile ed invece la mansarda a due passi da Piazza Unità celebrò la rottura definitiva con Fabio. Ma fù li che collaborai con Massimo Brandolin e Nicola Sansebastiano.

Read more 1997
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1996

...un "vai nella vita" ad Enrico Tami, Alessandro Vascotto, Davide Martinelli e Samantha Dotti. Erano i tempi in cui inauguravo le lunghe permanenze a Lugo dallo zio Franco e dalle cugine Marta e Sara che frequentava Architettura a Venezia.

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1995

Anni della danza africana, del caos creativo, di varie ed eventuali. Essere dovuti tornare dal Brasile faceva male ma riuscivo a ricominciare, in qualche modo.

Read more 1995
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Il rientro

Di ritorno dai sei mesi in Brasile reincontrai Elide, la segretaria di Fabio e Maurizio di Nuova Comunicazione: mi chiese perchè non tornavo a lavorare con loro. Inizia così il secondo passaggio in Nuova Comunicazione: mia madre nel frattempo si è stabilita a Trieste lasciando Pordenone ed io me la ritrovo in casa. Di questo periodo ricordo il mitico viaggio con Gianni Louvergnac a suonar tamburi bassi al Ferrara Buskers.

Read more 1994
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Brasil!

Fallito l'esperimento con i Gelletti, gente nel complesso ipocrita e senza scrupoli, già nella prima metà del 1992 avevo incontrato Fabio Raker e Maurizio Oblijubech e iniziavo così l'avventura in Nuova Comunicazione dove avevo trovato Nicola Porro, il fratello di Giovanni, e la splendida Elide in segreteria. Ma sempre nel 1992, al mio arrivo a Trieste, incontrai Maddalena ed i suoi figli. Troppe lunga da raccontare, cliccate sul "read more" se vi interessa, ma in sintesi dopo solo un anno e mezzo dal mio ritorno a Trieste ero in partenza per il Brasile con una moglie e due figli alla volta di una comunità montana sperduta fra gli altipiani della Minas Gerais.

Read more 1993
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A sort of homecoming

Cinque anni in Pirella; non sono stato semplicemente fortunato: ho imparato il valore dell'understatement, il potere controverso del successo e l'umana cosa in senso lato. Cinque anni in serie A e poi tutto sembra inadeguato. Tornare a Trieste è stato difficile: guerra oltre confine, digitalizzazione in atto, concittadini sull'orlo di una crisi di nervi. La prima mossa professionale è in Gelletti Advertising che con me diventa Spinnaker. C'erano la buonanima di Igor Crasso ed Elvio Moi, Marino Gelletti, la sua bella moglie ed il suo strano fratello, l'ineffabile Gepi Centa, Giovanna Maiani che col mio arrivo decideva di andarsene ed aprire un suo studio. Provavo a collaborare con Fabiana Gregorat da Milano, la quale invece si premurava di bypassarmi e piazzare la sua nipotina Paola Russo (la stessa che dopo avermi invitato a Milano non voleva che restassi) la qual cosa mi fece andare in bestia. Ma c'era Mauro 15, la Capitelli Posse, e frequentavo il Padiglione "M" di San Giovanni. Mio padre mi "cacciava da via Caccia" ed io ripiegavo in una mansarda in via Ireneo della Croce bruciandomi la liquidazione milanese. Presso l'ufficio del lavoro incontro Roberto De Marin, uno degli Istitutori del collegio Nazario Sauro ora nelle istituzioni del lavoro che mi fà intervistare per una rivista sulla formazione professionale.

Read more 1992
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La zingara

Era l'estate dell'andirivieni sempre più frequente fra Milano e Trieste, rincorrevo Roberta come potevo, da amante. Ma poi restavo troppo solo in attesa dei suoi doveri "matrimoniali" per cui approfittavo dell'incontro con Delphine e finivo prima a Nizza e poi, nell'autunno, per la prima volta a Parigi dove maturavo la decisione del ritorno definitivo a Trieste. Ma ci è voluta una zingara accampata a Grignano perche fra tre opzioni (danaro, fama, amore) mi decidessi e scegliessi l'amore per Roberta, che invece mi preferirà Roberto Croce.

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1986-1991

Zona Barona a casa di Anto, fine della storia d'amore, "Vita Nostra" e "Shangrilla" a Pordenone, Sandro in Toscana, Ferrandi & Barcella, JuJu, Alma, Massimiliano Miniati e Firenze, Nicolo Bassetti e Mattia Romano, Nicolas Cerri, Roberta Levi e Lulù Fachini, Silvia vidali, la "Sala Macchine", la sbandata per Roberta, Roberto Orru & Paolo Bologna, Daniele Rovelli, la casa alla Barona, Daniele Sabadin, Trieste_Milano: la vita è una strada ferrata, Mal di Denti. La "Corte del Diavolo a Sesto, Papelio. Il Leoncavallo. La Scuola Popolare di Musica. Fool on the Moon. Saune. Navigli. Roberta Tudisco ed il compleanno rock.

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Via Monti

Finita la naja arrivo a Milano ospite di Vera Medi, la zia acquisita sorella di Amata Kranic, seguo le indicazioni di Paola Russo e Giovanni Porro che sono già piazzati, vendo la batteria per comprare i pennarelli utili per disegnare il portfolio e dopo svariati tentativi (compreso un rifiuto di Paola stessa che svela il bluff) vengo invece recuperato da Giovanni tramite Enrico Radaelli ed entro nella Pirella di via Monti. Della serie "come entrare in Università senza passare per la maturità".

Read more 1986
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Naja

Primo Battaglione San Giusto di via Rossetti, la naja fatta a casa propria ha il senso dell'incarcerazione, vedi la vita della tua città scorrere oltre le sbarre. Anzichè finire assaltatore mi candido fotografo e passerò un anno a scattare, sviluppare e stampare fototessere delle reclute in entrata e documentare picchetti, parate, feste e graduati. Per poter uscire con la jeep verrò promosso caporale. Fine di cinque anni di storia con Monica Gantar.

Read more 1985
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Londra

Raggiuno l'amico Roberto a Londra e mi piazzo a casa sua. Inizio a frequentare i corsi d'inglese per stranieri proprio in tempo: di li a poco la signora Tatcher li abolirà. Lavoro da McDonald e poi trovo un posticino in Abbey Graphics, una tipografia in Abbey Road. Non può durare ma ne approfitto, poi arriva Monica a trovarmi e passiamo il Capodanno al concerto dei Thompson Twins. Un giorno mia madre riceve la lettera della chiamata alle armi, l'alternativa è restare cinque anni come transfuga ed ottenere il passaporto britannico.

Read more 1984
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1982_84: New Funny New Waves

Corsi di grafica pubblicitaria da fare con la mano sinistra in buona compagnia: Laura Musio e Roberto Orru, Marco Moso e Paola Russo, Mauretto Tankovich, Paolo Nemaz e Daniele Sabadin, la Moscadelli, la Frezza, Megi Pepeu. Ma anche un sacco di tempo per vivere il Fashion di Clara Cvitko, fare il video-jokey al New Funny New Wave dei fratelli Spina, Fabio Filippini, the Art of Party, il Bar Giallo, la musica in via Madonnina, la dark-punk-wave, collaborare con Ariella Pittoni e vivermi la storia com Monica Gantar. Nel frattempo, in questo marasma conosco Roberto che è in partenza per Londra.

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1979-82: primo ritorno a Trieste

Da Pordenone al collegio "Nazario Sauro" di via Cantù frequentando l'Istituto d'Arte di Trieste. Primi weekends in via Caccia da mio padre o in via Commerciale dalla nonna, vacanze a Grado dal nonno e qualche capata dalla signora madre a Pordenone. Poi il disastro: il collegio dove tutto filava liscio chiude, vengo dirottato in un altro orrendo posto di preti e vengo bocciato.

Di quegli anni, l'episodio del pestaggio fuori dal Nordio durante un Carnevale da parte degli studenti del Nautico "in visita", l'imprint ghestaltico del professor Carrieri, l'enciclopedia della fantascienza illustrata dal professore di disegno geometrico Antenore Schiavon e Annamaria Campitelli "nonostante la Stasi di Remo".

E' il tempo di Thea Keber, Gabriella Gabrielli, le occupazioni, il collettivo studentesco, del professor Bocchino e di Valentinuzzi, della Sancin e della Inwinkle. Da Pordenone anche mio fratello raggiunge Trieste: nasce il mito di Kocis ed in via Caccia c'è la camera oscura. Sono i tempi di Radio Ombra e dei crestoni di Clara punk, dei miei graffiti sui muri firmati Warlock che finirono fotografati persino sul Piccolo, il quotidiano locale.

In collegio ospitavano gite scolastiche da tutta Italia, conosco così Silvia Quatela e iniziano le lunghe percorrenze in treno e le "vacanze romane" ma la vera grande storia dell'adolescenza "tempo delle mele" sarà con Monica Gantar.

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1978

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1977

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1976

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1975

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1974

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1973

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1972

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1971

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1970

Iniziano le scuole elementari. Nonno Lucio e zio Arrigo manovrano per unificare le due ville di Grado e far costruire un albergo ( indebitandosi per vent'anni). Iniziano le estati gradesi da "albergatore".

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1969

Il nucleo si consolida: Antonio in fabbrica, Daniela a casa coadiuvata da zia Toto, Vanna a scuola ad infoltire l'esercito del Beat e la nonna a costruire il sogno europeista. E noi due a crescere in una città molto "di campagna". Un buon momento.

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1968

Mio padre come tutti gli operai dell'epoca vive momenti di difficoltà. Ma è bravo in elettronica e c'è un corso dell'IBM per gli operai capaci di addentrarsi nella meccanizzazione informatica mentre Daniela alleva i due rampolli

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1967

Anche noi ci trasferiamo a Pordenone: Antonio entra come operaio in Zanussi, la mitica Rex, e noi cresciamo nella "Turris Eburnea" come definiva Nonno Lucio il grattacielo Santin di Piazza Libertà. Era un edificio per l'epoca parecchio ambizioso come la vocazione da Milano friulana dei pordenonesi ai tempi del boom economico.

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1966

Nasce a Grado mio fratello Alessandro. Nonna Miretta, che era ancora a Lugo, si trasferisce a Pordenone con zia Vanna per rilevare la direzione di una scuola di lingue ed essere "più vicina" alla figlia ed ai nipoti. Read more 1966

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1965

Viviamo in perfetto stile "boom economico italiano" nell'appartamento di via Fornace sotto il Castello di San Giusto. Frequento la Scuola Materna di via Tor Cucherna.

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1964

Mia madre Daniela vive a Lugo con la Nonna Miretta e la sorellina Vanna, transfughe dalla separazione della nonna da nonno Lucio. Così nasco a Lugo di Ravenna da madre triestina e padre romagnolo. Dopo sei mesi dalla nascita vengo "traslocato" a Trieste. Un destino.

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Antefatti

A proposito di "tu mare grega", qui si narrerà di come gli Apollonio siano saliti a Trieste ed abbiano contribuito a fondarla, di come si siano poi fermati in Valle di Dragogna per più di un millennio e di come siano poi ancora scesi a Pirano per inurbarsi a Trieste appena in tempo. L'inizio suonerà pressappoco così: "Siamo tutti figli di puttana. O nipoti, pronipoti, strapronipoti di una puttana. Che esercitasse per necessità o vocazione poco importa. E sarò ancora più esplicito: per puttana non intendo necessariamente una donna".

Infatti, nel mio caso si trattò proprio di un bell'ufficiale di esercito austro-ungarico che diede il "ben servito" ad una nobildonna viennese al pascolo in qualche vecchia provincia limitrofa meritando onorificienze.

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