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Radio Ombra
on Fragola prese il nome dalla Radio Ombra Trieste che trasmetteva
empiricamente, sperimentalmente,
nel periodo d'ascesa dei network privati. Radio Ombra,
e tutta l'emittenza privata degli anni settanta, naque dal desiderio
di riscatto di adulti-bambini
che si erano visti sbattere troppe volte troppe porte in faccia dai monopolii
in quanto "non-potenti","non-possidenti". La RadioOmbra2000 era un tentativo a tratti riuscito di sperimentazione "eterica": avvalendosi
del supporto herziano, venivano trasmesse onde psico-cinetiche di energia
sonora allo stato puro. Viva Carmelo Bene, le riletture del Pasto Nudo di Burroughs, Pasolini,
la spettacolarizzazione del disagio, viva il Velemir teatro. Viva
le sperimentazioni di Nazareno Bassi ,il furore e la salutare
catarsi, le paludi stigee ove la culla (come barca, come bara) navigava
tutt'altro che silente. Al fianco
di Nazareno Bassi c'era e c'è, idealmente, Massimo Verlicchi. Nei
mesi d'avvio di quell'esperimento notturno di
s-trasmissioni che andavano in onda ad ore impossibili, c'era la convinzione
che non esiste spettacolo più difficile di
quello svolto in assenza di pubblico. A
loro, alla loro ispirazione ed energia creativa si deve
la manifestazione di questa s-trasmissione
che ha visto cadere le torri gemelle, morire Carmelo Bene, Paolo Universo
ed avviarsi al definitivo epilogo Radio Fragola stessa,
la Vera Radio Fragola.
Radio Ombra Trieste "anni
settanta" è stata un'esperienza
vissuta dietro le quinte: Verlicchi padre era un tecnico ( più che
semplice antennista ) che collaborava
alla creazione
d'un
esperimento
unico per contenuti ed intelligenza nella storia dell'emittenza
triestina, Toni era suo ospite in via Caccia. Via Caccia:
" La casa era intrisa di frequenze.
Antenne spuntavano in ogni dove.
La Tartaruga, lenta, già camminava lungo i corridoi della mia
esistenza."
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La tartaruga e la lepre.
by Massimo Verlicchi Tuesday September 30, 2003 at 02:31 AM mail: info@verlicchi.com
C'era una volta...e c'è ancora gente che va piano e gente che corre.
Magari quella che corre si ferma spesso perchè si stanca, e quella che
va piano non si stanca più di tanto ma non si ferma mai. Poi ci si ritrova
ad arrivare parimerito al traguardo...oppure l'uno, o l'altro, vincono di misura.
Comunque sia, i tuoi auguri di buona fortuna cadono nel nulla dato che io'
alla fortuna come alla sfiga, non credo...
Per gli astanti costretti ad assistere alla sterile diatriba, ecco uno pò di
sano concime, che sterile non è: ecco che và in scena un'pò di
MERDA!
Toni "Turtle" ha fatto musica, conservato, divulgato, comparato musica,
assemblato scalette e confezionato programmazioni musicali per un'infinità di
tempo; lo faceva a Radio Ombra, lo avrà fatto anche altrove, ma a Radio
Fragola ci si è piazzato ed ha fatto scuola per tanto tempo. Se n'è andato,
poi è tornato e adesso se ne và di nuovo, sempre seguendo un
percorso esistenziale lineare, metodico, cadenzato dal binario del lavoro indeterminato.
Io sono Massimo "Warlock", la musica provo sempre a suonarla, e dalle
scalette di Toni ho imparato molto. Nella metafora, sempre stato una lepre:
il cuore batte forte per la paura e non ho corazze contrattuali che mi permettano
malattia e ferie pagate da ormai 13 anni. D'altronde, orsù, non c'è vergogna,
fuggir quando bisogna.
Si diventa veloci a capire com'è la situazione quando i riflessi sono
l'unica arma che la natura offre per autoconservarti, e la situazione l'avevo
capita già nel 1998, quando cominciai a collaborare con Mauro su in
Collina. Quella volta Mauro difendeva la Radio dalla vendita ad un network
commerciale. Non il vissuto culturale, politico. Non l'esperienza post-basagliana
ed i milioni di ore gratuite offerte, marea dopo marea, da ondate di volontari.
NO, venivano vendute le FREQUENZE. I megacicli, la carta depositata al ministero
delle poste e telecomunicazioni. Nell'autunno del 2000, viene sventato in extremis
quel tentativo di vendita "rampante". Poi si sviluppa il progetto
attualmente in corso che tendeva a risolvere il problema della conservazione
delle frequenze in area "democratica" (non saprei come altrimenti
definirla), dato che gran parte delle altre frequenze territoriali sono in
area istituzional-imprenditoriale.
Adesso, chi prima, chi dopo, tutti abbiamo evidente che, nell'ambito
di una ristrutturazione che DOVEVA essere fatta, si sono
intrufolati dei furbastri.
Non tanto i ragazzini universitari che scodinzolavano qua e la: da loro uno
se l'aspetta in quanto sono strutturalmente concepiti per essere esattamente
così come sono, e non vanno giudicati per questo loro "essere",
inconsapevolmente, istituzione. Nè possiamo biasimare la cordata che
ha preso in carico i comunque mai esorbitanti passivi della Radio, garentendo
le frequenze fuori dagli artigli beoti della melassa commerciale.
Quello che non mi è andato giù è stata la mossa irriconoscente,
irriverente nei confronti di chi la radio l'ha letteralmente "inventata",
fabbricata, costruita, custodita, difesa, coccolata, protetta per 18 anni.
E la mossa non è partita dall'alto, ne dal basso. Sono stati proprio
quelli "alla pari", quelli come te, caro Toni "Turtle",
che l'hanno sferrata. Quanto ad Edy Pernici e zia Braida, à da passà a
nuttata: non basterà avere pieni poteri, eliminare il dissenso, ricominciare
dai ragazzini ed avere ragione, l'Ombra dellinganno perpetrato li perseguiterà
sporcando indelebilmente quanto di buono potrebbero fare.
Ma andiamo al punto
Democrazia o no, se di società per azioni, cooperativa, team,
groupage, piazzetta, orgetta, leasing, holding, B.O.T o fondi, mattone
o quant'altro
si andava a discutere, se di azionariato dovevamo discettere, allora un'1%
simbolico, inalienabile sacrosanto ed imprescindibile, un'1% (e
sarebbe stato più giusto il 3, il 5%) DOVEVA ESSERE DATO A
MAURO COME RICONOSCIMENTO PER L'AVER APPARECCHIATO QUESTA FRAGOLA ALLA
QUALE IN
MOLTI ADESSO BANCHETTANO.
Se non presidente della "cosa", resta con noi come socio, tieni
l'1 % simbolico: sai mai che un giorno non ti tocchi fare l'ago della bilancia...
Si doveva trattare quando (provocatoriamente) la falange Maurista
scandiva "Mauro
for president" mettendo sul piatto un simbolo, non l'uomo in se, ma qualcuno
che rappresentasse impeccabilmente lo sforzo pluriennale dei volontari suddetti:
perchè non farlo con Mauretto? Perchè non c'ha il Lancia Thema?
Perchè non è giacca e cravatta? Perchè non c'ha la pelata
rubiconda ed il baffo serio da manager della sinistra? Con quale spirito uno,
poi, lavora, produce, crea, si sottopone a sforzi volontari mettendo in gioco
ed a rischio la faccia, regalando la propria cultura, la musica, il tempo,
sottraendolo alla compagna, alla famiglia, ai più gratificanti "cazzi
suoi" se non pensando che tutto questo gli verrà riconosciuto (non
ho detto "pagato", ma riconosciuto: come dire "basta un grazie").
Che differenza c'è fra chi vuol mettere mano alle pensioni e chi non
ti riconosce la fatica data? Allora hanno ragione i forzisti: ognun per se
e in culo al primo che si piega ad aiutare il prossimo suo scivolato a terra.
Concludo ribadendo un concetto: la puzza di
merda nelle stalle era tanta, ma c'era uno stalliere che ciclicamente
spalava
quella merda e la ribaltava
nel
kompost eterico con sapienza acquisita in 18 anni di allevamento equino.
Siamo passati in tanti, in quella stalla: brocchi, purosangue, anabolizzati,
da monta...lo
stalliere era sempre li a spalare la nostra merda con semplicità talvolta
irritante, spesso illuminante.
Era la possibilità di un'umanità pur nella progressiva
istituzionalizzazione, era il "mantenere uno stile" pur frequentando
(per l'appunto) le stalle.
P.S.: il tutto è successo in concomitanza con avvenimenti analoghi a
Radio Popolare, a Milano. Scaramucci defenestrato... la domanda è sempre
la stessa, chi vi crederà più? Ah, giah: dato che avete
ottenuto il potere
riscriverete i libri di storia. Beh, ci vorrà un'pò di
tempo, e nel frattempo dovrete guardarci in faccia tutti i giorni
per le strade
della vostra vita. Come? Prigione? Disoccupazione? Torto e Ragione? A-HA!! Massimo
Verlicchi
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