Quell'energia sperimentale si era trasferita poi al Salome' vs. Interzona e su www.o-ske.net.

   


Avrei avuto a cuore maggior presenza di Livio, testimone del passato,

e di Paolo Bologna,

o di Voxon Zoloft,
pseudonimo di sonorizzazioni future.
 
Avrei avuto a cuore maggior presenza di Alice, la mia compagna.


Mandammo in onda anche i suoni di Riccardo Morpurgo,

la voce di Bellini senior,

la serata al Caffè S.Marco rimixata,

le voci di GenovaG8, la notte, la notte...).

 

 

 

Nel 2001/2002 Radio Ombra trasmetteva sulle frequenze di Radio Fragola-Popolare Network perchè condivideva gli ideali di autonomia e libertà d'espressione che Fragola incarnava da 18 anni.

Eternamente grato, dunque, alla radio, al "guru" Mauro attualmente rintracciabile su HundertWasser, ed ai soci della Cooperativa "la Collina", che fino a quel momento furono, insieme ai volontari ed agli ascoltatori, i veri artefici della continuità di quella staffetta di libertà ispirata alle pulsioni che percorrevano i luoghi fisici del basagliano.

Altro che gli attuali servi di partito, cortigiani capaci solo di approfittare del lavoro altrui.

   
 

 

Radio Ombra on Fragola prese il nome dalla Radio Ombra Trieste che trasmetteva empiricamente, sperimentalmente,
nel periodo d'ascesa dei network privati.

Radio Ombra, e tutta l'emittenza privata degli anni settanta, naque dal desiderio di riscatto di adulti-bambini
che si erano visti sbattere troppe volte troppe porte in faccia dai monopolii in quanto "non-potenti","non-possidenti".

La RadioOmbra2000 era un tentativo a tratti riuscito di sperimentazione "eterica": avvalendosi del supporto herziano, venivano trasmesse onde psico-cinetiche di energia sonora allo stato puro.

Viva Carmelo Bene, le riletture del Pasto Nudo di Burroughs, Pasolini, la spettacolarizzazione del disagio, viva il Velemir teatro.

Viva le sperimentazioni di Nazareno Bassi ,il furore e la salutare catarsi, le paludi stigee ove la culla (come barca, come bara) navigava tutt'altro che silente.

Al fianco di Nazareno Bassi c'era e c'è, idealmente, Massimo Verlicchi. Nei mesi d'avvio di quell'esperimento notturno di
s-trasmissioni che andavano in onda ad ore impossibili, c'era la convinzione che non esiste spettacolo più difficile di quello svolto in assenza di pubblico.

A loro, alla loro ispirazione ed energia creativa si deve la manifestazione di questa s-trasmissione che ha visto cadere le torri gemelle, morire Carmelo Bene, Paolo Universo ed avviarsi al definitivo epilogo Radio Fragola stessa, la Vera Radio Fragola.



Radio Ombra Trieste "anni settanta" è stata un'esperienza vissuta dietro le quinte: Verlicchi padre era un tecnico ( più che semplice antennista ) che collaborava alla creazione d'un esperimento unico per contenuti ed intelligenza nella storia dell'emittenza triestina, Toni era suo ospite in via Caccia.

Via Caccia:
" La casa era intrisa di frequenze.
Antenne spuntavano in ogni dove.
La Tartaruga, lenta, già camminava lungo i corridoi della mia esistenza."

 

 


Dedicato a Toni "Turtle" Piccini
 
 

La tartaruga e la lepre.
by Massimo Verlicchi Tuesday September 30, 2003 at 02:31 AM mail: info@verlicchi.com
 


C'era una volta...e c'è ancora gente che va piano e gente che corre.
Magari quella che corre si ferma spesso perchè si stanca, e quella che va piano non si stanca più di tanto ma non si ferma mai. Poi ci si ritrova ad arrivare parimerito al traguardo...oppure l'uno, o l'altro, vincono di misura. Comunque sia, i tuoi auguri di buona fortuna cadono nel nulla dato che io' alla fortuna come alla sfiga, non credo...
Per gli astanti costretti ad assistere alla sterile diatriba, ecco uno pò di sano concime, che sterile non è: ecco che và in scena un'pò di MERDA!
Toni "Turtle" ha fatto musica, conservato, divulgato, comparato musica, assemblato scalette e confezionato programmazioni musicali per un'infinità di tempo; lo faceva a Radio Ombra, lo avrà fatto anche altrove, ma a Radio Fragola ci si è piazzato ed ha fatto scuola per tanto tempo. Se n'è andato, poi è tornato e adesso se ne và di nuovo, sempre seguendo un percorso esistenziale lineare, metodico, cadenzato dal binario del lavoro indeterminato.
Io sono Massimo "Warlock", la musica provo sempre a suonarla, e dalle scalette di Toni ho imparato molto. Nella metafora, sempre stato una lepre: il cuore batte forte per la paura e non ho corazze contrattuali che mi permettano malattia e ferie pagate da ormai 13 anni. D'altronde, orsù, non c'è vergogna, fuggir quando bisogna.
Si diventa veloci a capire com'è la situazione quando i riflessi sono l'unica arma che la natura offre per autoconservarti, e la situazione l'avevo capita già nel 1998, quando cominciai a collaborare con Mauro su in Collina. Quella volta Mauro difendeva la Radio dalla vendita ad un network commerciale. Non il vissuto culturale, politico. Non l'esperienza post-basagliana ed i milioni di ore gratuite offerte, marea dopo marea, da ondate di volontari.
NO, venivano vendute le FREQUENZE. I megacicli, la carta depositata al ministero delle poste e telecomunicazioni. Nell'autunno del 2000, viene sventato in extremis quel tentativo di vendita "rampante". Poi si sviluppa il progetto attualmente in corso che tendeva a risolvere il problema della conservazione delle frequenze in area "democratica" (non saprei come altrimenti definirla), dato che gran parte delle altre frequenze territoriali sono in area istituzional-imprenditoriale.


Adesso, chi prima, chi dopo, tutti abbiamo evidente che, nell'ambito di una ristrutturazione che DOVEVA essere fatta, si sono intrufolati dei furbastri. Non tanto i ragazzini universitari che scodinzolavano qua e la: da loro uno se l'aspetta in quanto sono strutturalmente concepiti per essere esattamente così come sono, e non vanno giudicati per questo loro "essere", inconsapevolmente, istituzione. Nè possiamo biasimare la cordata che ha preso in carico i comunque mai esorbitanti passivi della Radio, garentendo le frequenze fuori dagli artigli beoti della melassa commerciale.
Quello che non mi è andato giù è stata la mossa irriconoscente, irriverente nei confronti di chi la radio l'ha letteralmente "inventata", fabbricata, costruita, custodita, difesa, coccolata, protetta per 18 anni. E la mossa non è partita dall'alto, ne dal basso. Sono stati proprio quelli "alla pari", quelli come te, caro Toni "Turtle", che l'hanno sferrata. Quanto ad Edy Pernici e zia Braida, à da passà a nuttata: non basterà avere pieni poteri, eliminare il dissenso, ricominciare dai ragazzini ed avere ragione, l'Ombra dellinganno perpetrato li perseguiterà sporcando indelebilmente quanto di buono potrebbero fare.


Ma andiamo al punto
Democrazia o no, se di società per azioni, cooperativa, team, groupage, piazzetta, orgetta, leasing, holding, B.O.T o fondi, mattone o quant'altro si andava a discutere, se di azionariato dovevamo discettere, allora un'1% simbolico, inalienabile sacrosanto ed imprescindibile, un'1% (e sarebbe stato più giusto il 3, il 5%) DOVEVA ESSERE DATO A MAURO COME RICONOSCIMENTO PER L'AVER APPARECCHIATO QUESTA FRAGOLA ALLA QUALE IN MOLTI ADESSO BANCHETTANO. Se non presidente della "cosa", resta con noi come socio, tieni l'1 % simbolico: sai mai che un giorno non ti tocchi fare l'ago della bilancia...


Si doveva trattare quando (provocatoriamente) la falange Maurista scandiva "Mauro for president" mettendo sul piatto un simbolo, non l'uomo in se, ma qualcuno che rappresentasse impeccabilmente lo sforzo pluriennale dei volontari suddetti: perchè non farlo con Mauretto? Perchè non c'ha il Lancia Thema? Perchè non è giacca e cravatta? Perchè non c'ha la pelata rubiconda ed il baffo serio da manager della sinistra? Con quale spirito uno, poi, lavora, produce, crea, si sottopone a sforzi volontari mettendo in gioco ed a rischio la faccia, regalando la propria cultura, la musica, il tempo, sottraendolo alla compagna, alla famiglia, ai più gratificanti "cazzi suoi" se non pensando che tutto questo gli verrà riconosciuto (non ho detto "pagato", ma riconosciuto: come dire "basta un grazie"). Che differenza c'è fra chi vuol mettere mano alle pensioni e chi non ti riconosce la fatica data? Allora hanno ragione i forzisti: ognun per se e in culo al primo che si piega ad aiutare il prossimo suo scivolato a terra.


Concludo ribadendo un concetto: la puzza di merda nelle stalle era tanta, ma c'era uno stalliere che ciclicamente spalava quella merda e la ribaltava nel kompost eterico con sapienza acquisita in 18 anni di allevamento equino. Siamo passati in tanti, in quella stalla: brocchi, purosangue, anabolizzati, da monta...lo stalliere era sempre li a spalare la nostra merda con semplicità talvolta irritante, spesso illuminante.
Era la possibilità di un'umanità pur nella progressiva istituzionalizzazione, era il "mantenere uno stile" pur frequentando (per l'appunto) le stalle.


P.S.: il tutto è successo in concomitanza con avvenimenti analoghi a Radio Popolare, a Milano. Scaramucci defenestrato... la domanda è sempre la stessa, chi vi crederà più? Ah, giah: dato che avete ottenuto il potere
riscriverete i libri di storia. Beh, ci vorrà un'pò di tempo, e nel frattempo dovrete guardarci in faccia tutti i giorni per le strade della vostra vita. Come? Prigione? Disoccupazione? Torto e Ragione? A-HA!!

Massimo Verlicchi